L'editoriale

Udine3D Forum 2018
Persone e tecnologie per il futuro

Il rapporto tra uomo e tecnologia è da sempre uno dei temi più inflazionati nell’ambito della cultura sci-fi.

Il fascino esercitato da questi argomenti è del resto una fonte di ispirazione spontanea per scrivere sceneggiature di grande impatto e facile presa nel mercato del divertimento.

Quando le cose si fanno più serie, subentrano risvolti socio-politici. Come gli effetti della possibilità che le tecnologie del futuro, su tutte l’intelligenza artificiale e la robotica, possano sottrarre posti di lavoro, rendendo di fatto superflua la presenza dell’uomo nello svolgimento di determinate operazioni. Non mancano le proposte per attenuare l’impatto che il proliferare dei robot, puntualmente intesi quali entità fredde e scarsamente empatiche, potranno avere sulle sorti del salvadanaio delle famiglie del futuro. Bill Gates, presto sostenuto da altri influencer, ha suggerito quella che in fin dei conti dovrebbe essere la soluzione più ovvia: utilizzare le tasse versate dalle aziende che utilizzano i robot per costituire un autentico reddito di cittadinanza, utile a sostenere soprattutto quelle attività che l’uomo potrebbe implementare in virtù di quel tempo “recuperato” dal lavoro. La prospettiva ideale vede una società più a misura d’uomo, in cui le macchine lavorano e gli umani hanno più tempo per sé stessi e per coltivare nuove relazioni, implementando nuove forme di consumo. Un’astuta visione imprenditoriale? Uno slancio filantropico? Una graziosa utopia? In fondo tutti avrebbero da guadagnarci, se l’obiettivo dell’industria non fosse quello di speculare sui nuovi scenari di produttività che si prospettano.

Nella saga di Terminator, Skynet è la grande rete neurale che gestisce le macchine antagoniste del genere umano, salvo qualche lodevole eccezione. Sarà questo il nostro futuro? Verremo sopraffatti dalle intelligenze da noi create o è ancora lecito sperare in uno scenario collaborativo tra uomo e macchina? (credits Plarium)

E’ inevitabile che le proiezioni circa le sorti del futuro tecnologico spazino dall’ottimismo più sfrenato a tinte di irrimediabile catastrofismo, come quelle rievocate da Elon Musk, secondo cui le intelligenze artificiali, nel momento in cui supereranno quelle umane, potrebbero essere addirittura la possibile causa della Terza Guerra Mondiale, a causa dell’elevato livello di competitività cui saranno spinte. Una provocazione che coglie nel segno. Musk drammatizza sugli effetti per portare l’attenzione sulle possibili cause, circa il fatto che le tecnologie, oltre un certo grado di sviluppo, potrebbero irrimediabilmente sfuggire al controllo umano. Quali sarebbero a quel punto gli effetti?

Qualche tempo fa, Facebook aveva “spento” due intelligenze artificiali “colpevoli” di aver iniziato un dialogo informatico in un linguaggio sconosciuto agli sviluppatori. Cielo apriti. Sul web hanno scritto di tutto. Peccato si trattasse di un semplice ed innocuo errore di programmazione, come chiunque un minimo ferrato sulla questione avrebbe capito sin da subito. Amici come prima e arrivederci alla prossima manifestazione di fobia collettiva, all’insegna dell’ignoranza galoppante. Sarebbe forse ora di iniziare a capire in cosa consistono davvero queste tecnologie. Faremmo delle scoperte sorprendenti. Ci renderemmo conto che oggi siamo già pienamente dentro quello che crediamo possa essere il futuro. E’ soltanto necessario rendercene conto. La stessa Intelligenza Artificiale che ispira i blockbuster hollywoodiani è già alla base di tantissime applicazioni, che usiamo ogni giorno. Si pensi agli assistenti virtuali (Siri, Cortana o il sorprendente Duplex, l’ultima creatura di Google) che ci guidano spontaneamente nelle operazioni più comuni, ai sistemi di sorveglianza in grado di riconoscere e segnalare i comportamenti sospetti, ai sistemi di previsioni degli acquisti sulla base delle abitudini dei consumatori, ai sistemi antifrode sviluppati dalle banche sulla base delle nostre anomalie di spesa, alla domotica ed in generale a tutti i sistemi “smart”, intelligenti e interconnessi grazie alla IoT (Internet of Things).

The Google Assistant can help you get things done over the phone

 

Una domanda sorge spontanea. Qual è il nostro grado di consapevolezza sulla tecnologia?

Le suggestioni sono importanti, la fantascienza ispira da sempre le visioni del futuro, senza le quali non potrebbe mai accendersi la scintilla dell’innovazione. Pur senza smettere di sognare, arriva il momento in cui è necessario eliminare la distopia tra il reale e l’immaginifico, riportando la riflessione dalla sfera emotiva a quella razionale. Le sorti del futuro, più che ai robot, appartengono soprattutto a noi, a come sfrutteremo l’enorme quantità di dati di cui disporremo, a come programmeremo le intelligenze artificiali, a come implementeremo i processi di machine learning.

Se sapremo istruire le macchine secondo obiettivi funzionali e favorevoli alla condizione dell’uomo, sarà naturale investire in termini positivi sulla tecnologia e guardare all’innovazione con fiducia, piuttosto che percepirla come una minaccia. Questo approccio positivista sarà il filo conduttore di Udine3D Forum 2018: Persone e Tecnologie per il Futuro, un evento che si focalizza sui tre aspetti fondamentali dell’Innovazione, il cui esito dipende dalla qualità del loro stretto ed indissolubile rapporto.

In Her, uno straordinario Joaquin Phoenix instaura una vera e propria relazione sentimentale con Samantha, una intelligenza artificiale installabile su un comune computer domestico. La sensuale voce di Samantha, nella versione originale, è interpretata da Scarlett Johansson. Il film è valso all’autore e regista Spike Jonze il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale (credits Annapurna Pictures)

Attraverso l’esperienza dei professionisti e dei casi studio più importanti sul tema dell’innovazione, possiamo prendere atto di come le tecnologie, ed in particolare le tecnologie 3D siano un mezzo dell’uomo per produrre risultati umani. La rivoluzione digitale su cui si basa la cosiddetta Industria 4.0 sta creando centinaia di nuovi profili professionali ed opportunità imprenditoriali. Sono lì fuori, sta a noi coglierle per essere attori protagonisti del nostro futuro.

A Udine 3D Forum vedremo all’opera quelle tecnologie che sono realmente utili alle aziende, che grazie ad una consapevole operazione di trasformazione digitale possono automatizzare i loro processi, migliorandone drasticamente l’efficienza, ottenere informazioni attraverso l’analisi dei dati e creare di conseguenza opportunità di business altrimenti impossibili seguendo le logiche tradizionali.

Tecnologie come il rendering in tempo reale, piuttosto che dalla realtà virtuale o la realtà aumentata oggi mettono a disposizione di tutti una serie di strumenti che fino a poco fa erano esclusivi per le produzioni multimilionarie dell’industria dell’Entertainment. Il fatto di toccare virtualmente con mano i progetti consente di prendere decisioni in tempo reale, coinvolgendo tutti gli stakeholder: creativi e tecnici possono dialogare a stretto contatto con i manager e i committenti finali dell’opera. È in atto un nuovo paradigma della simulazione, basato sulla collaborazione e destinato ad abbattere per sempre quelle barriere della comunicazione che hanno condizionato per anni il ciclo di sviluppo del prodotto.

NVIDIA Announces Project Holodeck

 

Persone e Tecnologie per il Futuro vi aspettano a Udine3D Forum, dal 15 al 18 novembre.

Francesco La Trofa
Francesco La Trofa
Architetto e giornalista

Da oltre quindici anni attivo nella ricerca, nella sperimentazione e nella divulgazione delle tecnologie 3D in vari ambiti applicativi

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