HumanInside

Il rapporto tra uomo e tecnologia è da sempre uno dei temi più inflazionati nell’ambito della cultura sci-fi. Il fascino esercitato da questi argomenti è del resto una fonte di ispirazione spontanea per scrivere sceneggiature di grande impatto e facile presa nel mercato del divertimento.

Quando le cose si fanno più serie, subentrano risvolti socio-politici. Come gli effetti della possibilità che le tecnologie del futuro possano sottrarre posti di lavoro, rendendo di fatto superflua la presenza dell’uomo nello svolgimento di determinate operazioni. Non mancano le proposte per attenuare l’impatto che il proliferare dei robot, puntualmente intesi quali entità fredde e scarsamente empatiche, potranno avere sulle sorti del salvadanaio delle famiglie del futuro. Bill Gates, presto sostenuto da altri influencer, ha suggerito quella che in fin dei conti dovrebbe essere la soluzione più ovvia: utilizzare le tasse versate dalle aziende che utilizzano i robot per costituire una sorta di reddito di cittadinanza, utile a sostenere soprattutto quelle attività che l’uomo potrebbe implementare in virtù di quel tempo “recuperato” dal lavoro. La prospettiva ideale vede una società più a misura d’uomo, in cui le macchine lavorano e gli umani hanno più tempo per sé stessi e per coltivare nuove relazioni, implementando nuove forme di consumo. Un’astuta visione imprenditoriale? Uno slancio filantropico? Una graziosa utopia?

Nella saga di Terminator, Skynet è la grande rete neurale che gestisce le macchine antagoniste del genere umano, salvo qualche lodevole eccezione. Sarà questo il nostro futuro? (credits Plarium)

E’ inevitabile che le proiezioni circa le sorti del futuro tecnologico spazino dall’ottimismo più sfrenato a tinte di irrimediabile catastrofismo, come quelle rievocate da Elon Musk, secondo cui le intelligenze artificiali, nel momento in cui supereranno quelle umane, potrebbero essere addirittura la possibile causa della Terza Guerra Mondiale, a causa dell’elevato livello di competitività cui saranno spinte. Una provocazione che coglie nel segno. Musk drammatizza sugli effetti per portare l’attenzione sulle possibili cause, circa il fatto che le tecnologie, oltre un certo grado di sviluppo, potrebbero irrimediabilmente sfuggire al controllo umano. Quali sarebbero a quel punto gli effetti?

Ricordate quando Facebook ha “spento” due intelligenze artificiali “colpevoli” di aver iniziato un dialogo informatico in un linguaggio sconosciuto? Cielo apriti. Sul web hanno scritto di tutto. Peccato si trattasse di un semplice ed innocuo errore di programmazione, come chiunque un minimo ferrato sulla questione avrebbe capito sin da subito. Amici come prima e arrivederci alla prossima manifestazione di fobia collettiva, all’insegna dell’ignoranza galoppante.

Volendo portare la riflessione dalla sfera emotiva a quella razionale, le sorti del futuro, più che ai robot, appartengono soprattutto a noi, a come programmeremo le intelligenze artificiali attraverso i processi di machine learning. Se sapremo istruirle secondo obiettivi funzionali e favorevoli alla condizione dell’uomo, sarà naturale investire in termini positivi sulla tecnologia e guardare all’innovazione con fiducia, piuttosto che percepirla come una minaccia. La consapevolezza che un approccio positivista derivi da una tecnologia Human Inside è il filo conduttore di Udine 3D Forum 2017.

In Her, uno straordinario Joaquin Phoenix instaura una vera e propria relazione sentimentale con Samantha, una intelligenza artificiale installabile su un comune computer domestico. La sensuale voce di Samantha, nella versione originale, è interpretata da Scarlett Johansson. Il film è valso all’autore e regista Spike Jonze il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale (credits Annapurna Pictures)

Human Inside è il tema di Udine 3D Forum 2017, un’indagine su una tecnologia davvero a misura d’uomo, attraverso le principali manifestazioni in molti ambiti, sintetizzati una serie di percorsi tematici, che guidano nella scelta di decine di convegni, workshop, hackaton e masterclass sull’Architettura, il Design, l’Ingegneria, la Produzione Industriale, la Grafica, l’Arte e l’Insegnamento, quale base necessaria per costruire i professionisti del domani.

Attraverso l’esperienza dei professionisti e dei casi studio più importanti sul tema dell’innovazione, possiamo prendere atto di come le tecnologie 3D siano un mezzo dell’uomo per produrre risultati umani. La rivoluzione digitale sta creando centinaia di nuovi profili professionali ed opportunità imprenditoriali. Sono lì fuori, sta a noi coglierle per gli essere attori protagonisti del nostro futuro.

Francesco La Trofa
Francesco La Trofa
Architetto e giornalista

Da oltre quindici anni attivo nella ricerca, nella sperimentazione e nella divulgazione delle tecnologie 3D in vari ambiti applicativi

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